fondazione Mida

Domenica 28 Ottobre 2012 13:55

Il terremoto del Pollino del 26 ottobre

All’ 1 e 05 del 26 ottobre la terra ha tremato con un sussulto piuttosto forte (magnitudo 5.0), nella zona del massiccio del Pollino al confine tra Basilicata e Calabria. I comuni più vicini all’epicentro sono stati Mormanno (Cosenza) e Rotonda (Potenza). Una persona di 84 anni ha perso la vita a Scalea, colpito da infarto. Lo sciame sismico che interessa l’area del Pollino è ormai presente da molti mesi e con diverse sequenze; a maggio 2012 si sono verificate le scosse più significative, che avevano raggiunto il grado 4.3 della scala Richter.

A Mormanno sono iniziati subito i sopralluoghi per verificare la sicurezza degli edifici; una ventina di edifici sono stati dichiarati inagibili, ma molte famiglie non hanno fatto rientro nelle proprie abitazioni per paura di altre scosse. L’ospedale di Mormanno, che ospitava 36 degenti, è stato evacuato subito dopo la scossa per le crepe che sono state riscontrate nei muri dell’edificio.

Esperti e responsabili della Protezione civile si sono espressi con cautela sul rischio di possibili nuove scosse, anche di maggiore entità; l’energia messasi in atto nello scontro tra diverse placche può infatti essere solo una delle manifestazioni dello sciame, che non si arresta, oppure il liberarsi progressivo di energia che prelude a un attenuamento delle scosse (1).

Lo scorso 4 ottobre la commissione Grandi Rischi aveva licenziato un documento sullo sciame sismico in atto e aveva tenuto uno scambio di pareri con il capo dipartimento della Protezione Civile, Gabrielli (tra gli allegati è disponibile il verbale).

Anche la comunità scientifica, e l’INGV in particolare, aveva da tempo inviati suoi geologi per studiare le caratteristiche dello sciame, anche perché sull’area non sono disponibili dati esaustivi, sui fenomeni sismici del passato (2).

Dal punto di vista della comunicazione e della prevenzione erano stati effettuati nell’area numerosi interventi di informazione alla cittadinanza sul comportamento da tenere in caso di terremoto, non ultima la giornata nazionale “Terremoto, io non rischio” che aveva visto la presenza a Rotonda proprio di Gabrielli.

In questa situazione di allerta è intervenuta la sentenza dell’Aquila, che ha ritenuto la commissione Grandi rischi colpevole per le rassicurazioni alla popolazione prima del terremoto, provocando le dimissioni in massa dei suoi componenti e creando polemiche che hanno raggiunto le pagine dei giornali internazionali e animato le discussioni della comunità scientifica.

Di certo, in presenza di uno sciame così prolungato e in un’area che si conosce come ad alto rischio sismico, le contromisure in termini di esercitazioni e confronto capillare con la popolazione può aiutare molto a mitigare gli effetti di un evento sismico.  Ma, ancora una volta, è la qualità degli edifici, la corretta interpretazione delle leggi più recenti in termini di antisismicità, l’adeguamento del patrimonio storico più datato che fa la differenza. I paesini del Pollino sono centri montani anche logisticamente scomodi, di solito racchiusi su cocuzzoli e con centri storici di abitazioni molto vicine tra loro. Già il 9 settembre 1998 ci fu una scossa molto forte (magnitudo 5.5) che causò danni e interessò la stessa zona, causando un morto a Maratea per il crollo di un costone di roccia.

Nei mesi scorsi alcune inchieste giornalistiche, tra le quali quella di RAINEWS 24 e di Presa Diretta, denunciavano le norme in materia di certificazione antisismica della regione Calabria. Dal 1994 è vigente una norma che non prevede controlli preventivi sui progetti ma solo un controllo a campione del Genio civile su una percentuale inferiore al 5% delle costruzioni, come denunciato dal geologo Carlo Tansi del CNR.

Solo nel luglio 2012 la norma antisismica è stata adeguata, ma la quantità di manufatti costruiti e la presenza pervasiva dell’abusivismo rendono davvero preoccupante il dato sull’antisismicità del patrimonio edilizio calabrese.

Il nostro Osservatorio ha condotto in Basilicata un progetto con gli studenti di cinque istituti superiori, che ha prodotto il libro Lucantropi e il film “La Basilicata nel cellulare. Memorie dal terremoto e sogni di petrolio”; proprio la memoria del terremoto è stato il punto di partenza per raccontare un territorio, per far esercitare i diciassettenni con la presenza di un ospite indesiderato, con un fenomeno che loro hanno conosciuto più attraverso le polemiche sugli sprechi e sulle inefficienze, come nel caso del terremoto del 1980, più che come evento fisico.

La Regione Basilicata ha promosso un concorso per studenti per documentare il tema della prevenzione e della conoscenza dei terremoti.

E’ importante un lavoro complesso e armonioso di raccolta di memoria, di tessitura, di conoscenza delle comunità e di dialogo e interazione continua perché permette a chi di dovere (Protezione civile, istituzioni e forze di governo) di adeguare i suoi strumenti per meglio intervenire in caso di calamità.

E’ questo il migliore antidoto al prevalere di cricche e gestioni criminogene in situazioni di emergenza e di straordinarietà vera o presunta. Quindi, oltre ai geologi che studiano le faglie, gli ingegneri che devono costruire e adeguare gli edifici, oltre ai professionisti dell’intervento in emergenza serve anche la conoscenza e l’approccio sociale, antropologico e storico.

Le associazioni di volontariato, professionisti e esperti lavorano quotidianamente per tenere informata correttamente la popolazione e per risolvere i problemi legati alla prevenzione.

Questo è il lavoro che serve in questi momenti, così come servirebbe un concreto investimento per avere edifici sicuri, un piano nazionale che parta dall’ alto e che venga però sostenuto anche dalla sensibilità comune dei cittadini. Abbiamo modelli validi da seguire a livello internazionale, il Giappone, la California, ma anche il Cile. Più e più volte è stato scritto che la prevenzione conviene, perché evita costose ricostruzioni dopo le scosse, ma soprattutto scongiura perdite umane che possono essere evitate.

(1) L'intervista a Gianluca Valensise, direttore di ricerca INGV http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2012/10/27/Pollino-zona-alta-pericolosita_7700323.html

(2) Intervista a Marco Mucciarelli, Università della Basilicata, http://www.meteoweb.eu/2012/10/terremoto-pollino-mucciarelli-lo-sciame-sismico-si-sta-intensificando-scosse-sempre-piu-forti-e-frequenti/158721/

Per saperne di più:

Gli aggiornamenti e i comunicati sul sisma (Regione Basilicata)

La pagina del'INGV sul fenomeno sismico

Il blog di Marco Mucciarelli (Università Basilicata e direttore del Centro ricerche sismologiche di Trieste)

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