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Martedì 01 Marzo 2011 11:48

Caposele Av

Caposele, la sera del 23 novembre 1980, fu quasi completamente distrutta. Anche se il numero di morti alla fine raggiunse 61 unità, l’intero centro storico del paese – situato nella parte alta – fu interamente raso al suolo. Nella frazione di Materdomini, dove sorge l’omonimo Santuario dedicato a San Gerardo Maiella, meta di pellegrinaggio da tutto il meridione, la scossa fece cadere gran parte delle case e delle residenze monacali. Anche un frate perse la vita. Anche il santuario, retto per molti anni da Sant’Alfonso dè Liguori e dove San Gerardo visse fino alla precoce morte, fu devastato dalla furia del sisma. Solo molti anni dopo è stato riaperto ai fedeli.

Ma il paesino da cui nasce il fiume Sele, che bagna la Valle e poi la Piana a cui da il nome, dovette dire addio tra gli altri all’intero gruppo di militanti politici del PCI. Sette “compagni” morirono nel crollo della sezione, mentre erano in riunione. Una vecchia foto ricorda Berlinguer – occhi lucidi – a Caposele davanti alle macerie della sezione. Al suo fianco Pio La Torre e gran parte della giovane classe dirigente campana, tra cui Bassolino, De Luca, Abdon Alinovi. Il terremoto non fece sconti a nessuno.

Pubblicato in Campania - Basilicata

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