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Giovedì 10 Marzo 2011 16:09

Quando avranno le loro case i terremotati?

Scritto da  Administrator
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Bonefro Bonefro

Nella nebbia più fitta percorriamo la strada per Bonefro perché ci pare bello e diverso parlare di terremoto nel luogo più abbandonato a se stesso, perché non sono i riflettori l'interesse primario di un bravo giornalista.

Ma è proprio qui e non in una elegante sala in cemento, che l'ottimo giornalista di Repubblica Antonello Caporale, autore del best seller Terremoti SpA, ha incontrato la gente dell'area del cratere, un incontro di solidarietà più che di promozione letteraria. Nel libro egli documenta come la pur notevole quantità di denaro affluita nella nostra regione per la ricostruzione, sia stata mal gestita.

Un incontro per discutere di terremoto a 9 anni dal sisma, quello del 4 Marzo, nel villaggio provvisorio di Bonefro dove ancora abitano famiglie in grave disagio sociale. Un villaggio provvisorio che ha rubato uno spazio fisico per creare un vuoto, un luogo anonimo in cui restando ancora, alla fine la gente rinuncerà a se stessa. Non è così che vogliamo festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia.

La storia si ripete: ogni volta che c'è un'emergenza qualcuno sfrutta le disgrazie sperperando denaro pubblico e lasciando i più deboli in situazioni che mettono alla prova la resistenza umana. Instancabile il parroco di Bonefro Don Antonio Di Lalla, Direttore del mensile "La Fonte" e promotore dell'iniziativa insieme ai Cristiano Sociali del Molise. Il giornalista che ha vissuto in prima persona il terremoto in Irpinia è stato lì tra la gente colpita ad ascoltare più che a parlare, è entrato nelle casette di legno dove ormai ci piove dentro, ha esortato le popolazioni del Molise a chiedere il rispetto dei propri diritti senza paura, senza senso di sottomissione al potere.

"Il potente è potente, perché noi lo rendiamo tale!" - ribadisce, ed ancora citando Salvemini "La democrazia è come un fanciullino, va aiutato a crescere ."

Le testimonianze della gente del cratere si susseguono, precise, circostanziate, quasi a smentire quell'appellativo di mollisani che talvolta a ragione ci definisce. Ma ad oggi, con una ricostruzione ferma al 30% ed un Decreto "Milleproroghe" che demanda alle regioni le tasse locali per finanziare la ricostruzione, la domanda sorge spontanea. Quando avranno le loro case i terremotati? Quando il Molise che si appresta ad affrontare la riforma federale, comprenderà che la politica è un mezzo e non un privilegio?

fonte: http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=39914&goback_link=index.php

Pubblicato in Molise

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