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Giovedì 09 Giugno 2011 09:38

Larino: il quartiere senza depuratore

Scritto da  Michele Mignogna
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Larino. Uno dei quartieri più popolosi di Larino, in cui si trovano un supermercato, un albergo e la palestra comunale, oltre a tanti palazzi e villette, scarica le acque reflue direttamente nel torrente Rio Vivo nella zona sud della città, senza passare per il depuratore cittadino. Non che sia colpa dei cittadini che lì vi abitano e vi hanno le loro attività. Semplicemente l’impianto di sollevamento dei reflui da anni non funziona, e di conseguenza tramite un tubo - ben celato dalla vegetazione rigogliosa di questo periodo - scarica i reflui direttamente nel torrente, e da qui nel tratto finale del fiume Biferno arrivando direttamente in mare.

Nessun dubbio, come dimostra lo spettacolo desolante della pompa preposta alla vasca di raccolta che giace smontata, abbandonata e arrugginita al lato della vasca. Dovrebbe appunto sollevare i reflui e mandarli tramite una condotta comunale nel depuratore cittadino. Invece. E come questa ne esiste un’altra all’altezza dello stadio cittadino con la stessa funzione: una volta immesso il refluo nella condotta arriverebbe nel depuratore per il processo di smaltimento. Solo che cosi non è, infatti nella zona, molto impervia a dire il vero, tutto l’impianto è abbandonato, e si capisce fin troppo bene che è passato anche tanto tempo dall’ultima volta che l’impianto ha assolto alla sua funzione.

L’incuria regna ovunque, il quadro elettrico è completamente spento e coperto dalle erbacce, come testimoniano le foto. Alcuni cittadini residenti nella zona sostengono che sono almeno tre anni che l’impianto versa in quelle condizioni.

Da parte sua l’ufficio tecnico del Comune di Larino non era nemmeno informato di questa situazione, tanto che il responsabile ci dice che« ad ottobre scorso sono stati fatti dei lavori sulla rete fognaria della zona, perché questo è di nostra competenza, mentre l’impianto lo gestisce una ditta esterna, la Ibi srl, che ha la gestione anche del depuratore cittadino».Ma ad ammettere che l’impianto in questione momentaneamente non è in funzione è anche l’operaio della ditta di manutenzione, alla quale il Comune frentano paga circa 20 mila euro l’anno proprio per la gestione e la manutenzione.

Che i sistemi di depurazione dei nostri comuni siano ormai ridotti a colabrodo è risaputo, ma quando il mal funzionamento è causato dall’incuria e dalla poca attenzione di chi è pagato con soldi pubblici per svolgere questo lavoro, la situazione cambia. L’attenzione per l’ambiente deve partire innanzitutto dalle istituzioni, cosi come è compito delle istituzioni controllare se i lavori dati in appalto vengano effettivamente svolti.

Michele Mignogna

Pubblicato in Molise

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