fondazione Mida

Venerdì 04 Marzo 2011 18:02

Balvano

Scritto da  Administrator
Valuta questo articolo
(0 Voti)

“In fonda alla valle c’è un paese morto”, così nell’edizione del 5 novembre “il Mattino” parlava di Balvano. La storia recente di Balvano che segna l’ingresso in Lucania è annichilita da due tremende tragedie che l’hanno resa tristemente famosa. La prima ha rappresentato il più grande disastro ferroviario della storia d’Italia. Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 il treno merci 8017 entrò nella “Galleria delle Armi”, situata tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella-Muro, sulla linea Battipaglia-Potenza. Nella galleria, lunga 1692 metri, il lungo convoglio si fermò e non riuscì più a procedere: oltre 500 persone morirono, avvelenate dalle esalazioni delle due locomotive a vapore. Quasi 40 anni dopo, nel 1980 il sisma che sconvolse la zona che è definita “l’osso d’Italia” fece crollare una chiesa con quasi 80 fedeli, per lo più anziani e bambini, che presenziavano alla funzione. Si salvò il parroco e pochi altri, alla fine i morti furono 77 nella sola chiesa dell’Assunta, di questi circa 30 bambini. Con vecchi e bambini, quella notte Balvano perse passato e futuro.

Pubblicato in Il Filo della Memoria
Altro in questa categoria: Memoria »

Il Filo della Memoria:racconti, storie e testimonianze

FIL - Il sentimento dei luoghi

L'Aquila emotion