Lunedì 04 Giugno 2012 16:44

San Giuliano di puglia, strade d'oro e canali di platino

Scritto da  Valerio Calabrese
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di Michele Mignogna

Quasi 5 milioni di euro per una bretella di 700 metri, e 15 milioni di euro per i canali di scolo intorno al piccolo centro terremotato. Mentre in Emilia si continuano a contare i danni e a cercare soluzioni per ricostruire e ripartire, in Molise il terremoto ha rappresentato un’occasione per pochi, e San Giuliano è l’esempio degli sprechi legati all’emergenza.

La ricostruzione a San Giuliano di Puglia il piccolo centro molisano colpito dal sisma del 2002, è ormai giunta al termine, e tra sprechi e inutilità, rappresenta ormai, a ragione, l’emblema di come le emergenze in questi anni in Italia hanno arricchito solo alcuni soggetti, alcune imprese ed alcuni tecnici, a spese della collettività. Cosi succede che a San Giuliano di Puglia, il costo per le opere pubbliche sia più del doppio delle opere private, in poche parole hanno speso quasi 200 milioni di euro tra palestre, piscine, strade, canali di scolo e via dicendo, mentre decine di famiglie vivono ancora nel villaggio provvisorio, costato anch’esso diversi milioni di euro.

La strada d’oro massiccio

Andiamo con ordine e vediamo ad esempio come sia possibile spendere la bellezza di quasi 5 milioni di euro per 700 metri di strada. La bretella, perché tale è, in sostanza gira intorno al piccolo centro fortorino, e poteva diventare un’ottima “circonvallazione” in cui deviare il traffico più o meno pesante, 700 metri dicevamo, che in macchina si percorrono in qualche minuto, Soggetto Attuatore del progetto il famoso Claudio Rinaldi, uomo di Bertolaso e della famosa cricca della Protezione Civile, Rinaldi nell’incontro in cui si decise di spendere questi soldi per la strada disse che ci sarebbero voluti pochi mesi per rendere fruibile la strada, e soprattutto che doveva diventare una via di sfogo per il traffico, che poteva non essere tutto convogliato nel centro del paese. Ebbene, a dieci anni dal terremoto, e a otto anni dall’inizio dei lavori la strada non è ancora terminata, ed è costata, tra varianti e imprevisti, la bellezza di quattro milioni e settecentomila euro, non un solo problema rispetto a prima del terremoto è stato risolto, e nemmeno una casa è stata messa in sicurezza, infatti, le case che si trovano su questa stradina d’oro, hanno le porte d’ingresso proprio su di essa, insomma prima di uscire di casa bisogna guardare a destra e a sinistra, e stare attenti a che, una macchina non entri dentro, e pensare che nel progetto iniziale era stato previsto anche lo spostamento di quella famosa casa, per far guadagnare metri in più alla strada, ma cosi non è stato. Un’enormità se si pensa che la strada sia stata rifatta tal quale a com’era prima del sisma, e per non spostare di mezzo metro una casa, la strada diventa percorribile solo per utilitarie e due ruote, a fronte dell’annuncio fatto dal Sindaco Luigi Barbieri, e dal genio Claudio Rinaldi, di volerci deviare il traffico pesante. Uno spreco che messo accanto ad un altro e più grande spreco, fa riflettere su come, la ricostruzione in Molise, abbia effettivamente arricchito solo alcuni soggetti.

Canali di scolo di platino

Come per altre zone terremotate, uno dei primi interventi che solitamente vengono effettuati nei comuni pesantemente colpiti dal sisma, è quello per risistemare i canali di scolo delle acque piovane, semplici canali che raccolgono l’acqua quando piove e la convogliano verso i corsi d’acqua, il tutto per evitare infiltrazione e altri problemi. Il Comune di San Giuliano per questo intervento ha speso la bellezza di 15 milioni di euro, il paragone che possiamo fare, l’ultimo in ordine di tempo, è con il sisma dell’Umbria, ebbene in questa regione, nel 1997 ad essere colpiti dal sisma sono stati poco più di 100 comuni, ognuno dei quali per risistemare i canali di scolo ha speso, a lavoro terminato, 1,3 milioni di euro, il solo comune di San Giuliano ha speso come 11 comuni umbri che non sono proprio piccoli, non male per chi accusa certa stampa di cercare visibilità sulla disgrazia che ha colpito la scuola Jovine. Ma perché si è arrivati a tanto, e come mai sono stati spesi tutti questi soldi? Nel Comune di San Giuliano, e anche questo è al vaglio degli inquirenti della Procura frentana, a gestire la ricostruzione sono stati davvero in pochi, infatti ci si aspettava che con tutti questi denari impiegati, le imprese operanti siano state tante, invece no, sono solo due le imprese, tutte e due della Provincia di Isernia ad aver realizzato le opere a San Giuliano, tanto che in una relazione dettagliata che riposa nei cassetti della Procura della Repubblica di Larino si chiede come mai nessuno dei lavori assegnati da Claudio Rinaldi, all’epoca della sua permanenza in terra molisana, sia stato affidato a ditte e imprese locali, attendiamo pazientemente le adeguate risposte. Questa è la prima stranezza, la seconda stranezza sono gli stati di avanzamento, e relativi progetti di variante che sono stati utilizzati, in alcuni casi, si parla di 10 varianti presentate nell’arco di 24 mesi di lavoro, questo è il metodo, più semplice e più remunerativo per spillare soldi pubblici della disgrazia, infatti, ad ogni stato d’avanzamento corrisponde un aumento del prezzo del lavoro in essere, e più stati d’avanzamento ci sono, più aumenta il prezzo, ma i lavori realizzati restano sempre quelli, anzi le case che si trovano a valle del paese, ogni volta che piove sono invase da acqua e fango, in quanto gli argini costruiti sono molto piccoli rispetto alla portata dell’acqua. Insomma per quattro canali di scolo ed una stradina di 700 metri sono stati spesi 20 milioni di euro, per questo motivo San Giuliano rappresenta in Molise il cuore pulsante della ricostruzione fatta con metodi discutibili, non lo diciamo noi ma le inchieste in corso, coordinate dalla Procura della Repubblica di Larino, che a breve daranno anche i frutti che tutti sperano.

Pubblicato in Molise