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Venerdì 17 Giugno 2011 15:32

Napoli: i bicchieri di plastica fanno perdere il sonno a De Magistris

Scritto da  Giuseppe Napoli
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Luigi De Magistris è un uomo di parola. L’aveva detto, l’ha fatto. L’aveva scritto sulle tavole del programma elettorale che avrebbe bandito i bicchieri di plastica dal Comune di Napoli. E l’ha fatto per davvero. Subito. Senza troppe capriole mentali. Alla prima uscita pubblica. Al primo consiglio comunale. Il nuovo re di Napoli ha dissetato l’ugola feroce allenata all’inquisizione con un bel bicchiere d’acqua, rigorosamente in vetro. E’ ritratto più volte nella foto-cronaca della giornata scandita sul web in compagnia di una grossa brocca d’acqua che gli fa d’accessorio di lusso nell’arena del Maschio Angioino.

Quella dei bicchieri di plastica fuorilegge – pensatela come volete – è un lampo di luce nell’oscurantismo post-bassoliniano che solo l’anima ecologista ed il pensiero illuminista del nuovo re di Napoli poteva immaginare di inserire nell’agenda delle cose da fare. Prima di mettere mano ai rifiuti. Prima del lavoro. Prim’ancora di apparecchiare la tavola partenopea per i bisognosi. Prima di tutto, l’esponente dell’Idv ha voluto bersi un bicchiere d’acqua in vetro ed accartocciare quelli in plastica con una repulisti senza eguali. Un gesto che, tra le michelangiolesche pennellate che affrescano la volta azzurra del miracolo De Magistris, ha un simbolismo particolare, di stringente legame con la voglia di afferrare in un pugno ciò che non va e cestinarlo. Tutto facile. A dirsi.

E in effetti chi ben comincia, può dirsi già a metà dell’opera. Perché tra i dorsi di cammello di monnezza, il virus della disoccupazione e la piaga della criminalità – quasi come in un’apnea da montagne russe – De Magistris ha trovato, bontà sua,  il tempo di pensare ai bicchieri di plastica. Che ingombrano il sacchetto e, in più, inquinano. E come dargli torto, fate un po’ voi. Ecco un modo per placare la sete ambientalista dei nuovi alieni verdognoli partenopei stile Greenpeace. Bagnare con il “din” di calici in vetro l’inizio di questa incredibile avventura. L’equazione, secondo la teoria De Magistris, è presto fatta: la rinascita di Napoli sta alla distruzione dei bicchieri di plastica al Comune come l’ambientalismo più esasperato sta alle priorità dell’agenda politica.

Ora, siccome uno dei limiti dei politici di casa nostra è fare di tutta l’erba – quella “voglio” – un solo fascio, anche l’ex inquisitore, che pure ha consumato risme e risme di carta per inchieste finite poi in una bolla di sapone, non poteva sottrarsi al rito del mago Merlino. Voglio una città a misura d’uomo, dice. Voglio un Comune efficiente. Voglio più fondi per la scuola e la mobilità. Voglio che tutti gli edifici pubblici siano dotati di energia pulita. Voglio una Napoli ad alta sostenibilità. Voglio. Voglio. De Magistris vuole tanto altro ancora, ma stranamente non dice né dove prenderà le risorse economiche per fare ciò che promette, né come lo farà. E’ chiaro che rilanciare una città sedimentata nelle sabbie mobili non è la stessa cosa che far sparire i bicchieri di plastica da Palazzo di Città. Improbabile un gioco di prestigio. Non vorremmo che l’ex pm, che ci ha abituati ad azzardi giudiziari finiti in coriandoli di vanità, si ripetesse con la grande rivoluzione copernicana annunciata per Napoli. Che il ciclone De Magistris si esaurisse in una tempesta in un bicchiere d’acqua (vetro o plastica, fate voi). Che tutto l’ambaradam venisse seppellito da munnezzopoli. A proposito: ma quanto costerà al Comune dotare tutti gli uffici del bicchierino in vetro e delle brocche, annessi e connessi per la loro pulizia? (g*enne)

Pubblicato in Campania - Basilicata

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