fondazione Mida

SCUOLA ESTIVA | STORIE, MEMORIE, NARRAZIONI. Tecniche di raccolta, lettura e archiviazione | Conza della Campania (AV)   | 7-9 luglio 2011 La Fondazione Officina Solidale, l'AISO (Associazione italiana di Storia orale) e il dipartimento di Sociologia dell'Università Federico II promuovono una scuola estiva incentrata sulla memoria orale, sulle tecniche e i metodi di raccolta, conservazione e diffusione delle interviste e con un approfondimento tematico e pratico su un caso di studio, il terremoto del 1980 in Campania e Basilicata. Per questo la sede della scuola sarà Conza della Campania, paese simbolo di quell'evento. Le informazioni, la scheda di iscrizione…
Anna si svegliava ogni mattina per preparare la colazione ai suoi due bambini. La gatta la svegliava salendo sul letto dopo aver passato la notte da una coperta all'altra. Era una casa non piccola e neanche grande, ma accogliente. In un condominio. Ma a Secondigliano. Lei si era diplomata. Era cresciuta lì. Si era sposata. E anche Alfredo suo marito era cresciuto lì. La loro era una famiglia agiata borghese in un luogo diverso. Una famiglia come tante. Un vestito buono in mezzo ai panni sporchi. E i panni sporchi c'erano anche in quella famiglia, ma quella mattina Anna ancora…
Come cambia (se cambia davvero) il sentimento della fiducia di una comunità travolta dal terremoto a distanza di anni? Esiste una forma di accountability degli amministratori che hanno gestito la fase della ricostruzione? E cosa accade quando, terminata la ricostruzione, emergono nuovi dislivelli sociali che disgregano la comunità anzichè cementarne l'identità? A queste ed altre domande hanno risposto i cittadini di Caposele, provincia di Avellino, uno dei tanti paesini distrutti dal sisma del 1980. Interrogativi che fanno parte di un questionario redatto da Teresa Caruso, ricercatrice dell'Università di Bergamo, che ha curato l'indagine antropologica dal titolo "A trent’anni dal terremoto: fiducia, cooperazione…
Non bastano trent’anni per riavere una casa degna di questo nome. “La storia insegna, ma non ha scolari”, sosteneva Gramsci. Quanto sia vero lo si capisce in giornate come queste e in luoghi come questi, segnati da grandi drammi collettivi. A trent’anni dal sisma che ha cambiato le vite e la storia di un intero territorio, a Campagna (Sa), a pochi chilometri dall’epicentro, la Guardia di Finanza sequestra un cantiere di novanta appartamenti destinati ai terremotati dell’80. Motivazione: gravi carenze strutturali. In particolare, la struttura si stava edificando con cemento di pessima qualità (con una tenuta dell’85% inferiore alla norma)…
Parco a Ruderi Auletta, paese dell’entroterra salernitano, è uno dei 506 comuni di cui il sisma, che colpì nel 1980 la Campania e la Basilicata, ha modificato la Storia. Le sue origini mitiche perse nel tempo si ritrovano a dover riallacciare il filo con la modernità arrivata dal ventre della Terra e testimoniata da un’imponente gru. Vai alla Gallery Il Comune di Auletta, utilizzando finanziamenti regionali, nell’ambito del Piano di Recupero del centro storico, ha destinato un quarto dell’abitato (la parte completamente abbandonata), affinché testimoniasse e le cicatrici aperte dal terremoto e la capacità di trasformare degli eventi tragici in…
I terremoti? Un'occasione per spendere denaro pubblico anche dove il sisma non ha fatto danni. Un  modello inventato in Campania e che in provincia di Campobasso ha raggiunto la sua perfezione. leggi l'articolo in pdf
21.224 miliardi di lire: è questa la cifra che il Ministero del Bilancio dell'epoca fissò per stabilire il dannoDalla catastrofe alla normalità. Il percorso che cominciò con la quantificazione del danno inferto dal terremoto. Quanto era costato il sisma? Quante risorse finanziarie occorrevano per ricostruire i paesi distrutti? La prima stima oscillava tra i 16 e i 18mila miliardi per attestarsi, successivamente, sui 21mila calcolando, a medio termine, la lievitazione dei prezzi. La previsione del fabbisogno finanziario fu elaborata dal ministero del Bilancio. La cifra scaturiva da un'indagine campione su 41 comuni dei 160 danneggiati ed escludeva Napoli ed i…
Racconti, storie e testimonianze Il rumore della scossa Avellino Balvano Calitri Av Campagna Caposele Castelnuovo di Conza Conza della Campania Laviano Lioni Muro Lucano Pescopagano Potenza Ricigliano Romagnano al monte San Gregorio Magno San Mango sul Calore Santomenna Sant´Angelo dei Lombardi Sanvitelle Senerchia Solofra Teora
L’Ofantina era bloccata: frane, crepe sull’asfalto, colonne di soccorsi che si ingorgavano confuse senza una meta ancora definibile. Un caos di sovrapposti dispacci, frammenti di telefonate gracchianti, qualche eco di radioamatore che - via Lecce o Parigi - avvisava: «È un disastro, sono tutti morti, aiutateci». Ma dove? Avellino sì, e poi? «Benvenuti a Sant’Angelo», recitava il cartello blu all’ingresso del paese. Sì, benvenuti nel nulla. Sant’Angelo non c’era più. Il corso vecchio, che si prolungava in via del Rione Nuovo, altro non era che un percorso di pietre, fanghiglia di fogna e resti di tetti e travi, costeggiato da…
Scesero a migliaia nelle zone colpite dal sisma, talora raggiungendo i luoghi della catastrofe prima dei soccorsi organizzati dello Stato. E con questi ultimi lavorarono fianco a fianco, salvando dalle macerie i sopravvissuti, assistendo e curando i senzatetto. Li chiamarono "angeli del terremoto". Erano i volontari. Uomini, donne, giovani: erano i volti dell'Italia solidale. Un mondo fino a quel momento "invisibile"che la tragedia aveva fatto scendere sul campo dell'impegno civile. Partirono al seguito delle colonne di aiuti organizzate da molte Regioni del Nord (dall'Emilia Romagna alla Lombardia, dalla Toscana al Piemonte), della Sicilia e della Calabria. Ma anche con mezzi…
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Il Filo della Memoria:racconti, storie e testimonianze

FIL - Il sentimento dei luoghi

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