fondazione Mida

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Lunedì 19 Settembre 2011 15:36

Buccino Sa

Lunedì 19 Settembre 2011 15:30

Morra de Sanctis Av

IL SISMA DEL 1980

Nel 1627 inizia per l'irpinia l'attività sismica, con decine di terremoti di piccola e media intensità, attività che si protrae ancora fino ai giorni nostri e che ha il suo apice il 23 novembre del 1980, quando anche Morra De Sanctis viene colpita dal terribile sisma che sconvolge buona parte dell'Irpinia.

 

Con la scossa sismica del 23 novembre 1980 quasi il 70% dell'abitato di Morra De Sanctis è distrutto e si contano 42 morti.

 

A Morra arrivano gli aiuti da Malta, dei ragazzi svizzeri di EPICENTRO, che aiutano per la campagna, e altri da tutta l'Italia. Per l'aiuto fornito vanno ricordati in particolare la Caritas di Bologna e il radio amatore sardo Domenico Manca di Oschiri (SS), che sotto la tenda mantiene il collegamento tra i morresi e i loro congiunti emigrati che chiedono notizie sulla sorte dei loro cari.

 

Gli operai di un quartiere di Napoli donano una chiesetta prefabbricata, che viene montata dietro l'asilo infantile.

 

I Morresi Emigrati fondano un'Associazione (l'AME) a Basilea per poter tenersi uniti ed essere vicini ai loro cari a Morra durante la difficile opera di ricostruzione.

 

La cultura morrese si risveglia, vengono scritti dei libri, fra cui quello di Celestino Grassi "Studi e ricerche storiche su Morra nel settecento", dal quale sono state tratte quasi tutte le notizie storiche contenute in questo testo.

 

dal sito ufficiale del Comune di Morra de Sanctis

link alle immagini del sito

Lunedì 19 Settembre 2011 15:30

S. Michele di Serino Av

Lunedì 19 Settembre 2011 15:17

Torella dei Lombardi Av

Lunedì 19 Settembre 2011 14:56

Castelgrande Pz

E' Gianluigi Scimia (nome d'arte Spinella) il vincitore "La satira investe nella ricostruzione" , mostra- concorso lanciata dall'Osservatorio permanente sul doposisma e dalla Fondazione MidA per il festival "FIL- Felicità interna lorda. Il sentimento dei luoghi". L'esposizione raccogliere le opere di ventisei vignettisti ed è visitabile fino al 30 novembre presso il Palazzo dello Jesus ad Auletta (Salerno). L'opera vincitrice di un premio di mille euro si intitola "Gli strumenti della ricostruzione". Scimia è nato e vive a L'Aquila.

Gli orari di apertura della mostra sono:

Mercoledì ore 10.00 - 13.00

Venerdì   ore 10.00 - 13.00

Sabato ore 10.00 - 13.00

Domenica  18.30 - 20.30

Per informazioni: 0975/397037


Il video della premiazione http://vimeo.com/28199733


La fabbrica del terremoto. Come i soldi affamano il Sud

 

L’Osservatorio permanente sul Doposisma è nato per stimolare discussione attraverso i dati, le fonti e le indicazioni che provengono dalla ricerca applicata. Lo ha fatto lo scorso anno con “Le macerie invisibili” di 30 anni di terremoti italiani, lo fa quest’anno indagando “La fabbrica del terremoto”.

Il nuovo filone di indagine ha preso in esame i condizionamenti e le dinamiche innescate nelle aree terremotate dall’intervento di sviluppo industriale programmato nella legge di ricostruzione (la 219/81) e cosa accade dopo un disastro a livello macroeconomico comparando diversi esempi internazionali. Una parte del progetto, realizzata da Lucia Lorenzoni e Nicola Zambli, è stata affidata all’Area Ricerche della Banca Monte dei Paschi di Siena; alle industrie del dopo terremoto in Campania e in Basilicata è rivolto il saggio di Pietro Simonetti (Regione Basilicata) e Stefano Ventura (Università di Siena); il rapporto include altresì uno studio antropologico di Teresa Caruso, ricercatrice dell’Università degli Studi di Bergamo, dedicato alla comunità terremotata di Caposele (AV). Completa il volume un’intervista a Gianfranco Viesti, presidente della Fiera del Levante.

Il rapporto ha come punto focale il problema del riequilibrio demografico tra l’osso e la polpa del Sud, come l’intellettuale Manlio Rossi Doria definiva le aree interne e la costa. La proposta è quella di un equo bilanciamento che passi attraverso la mobilità reticolare; un’operazione che non comporta il dispendio delle grandi opere, ma si esplica attraverso la riattivazione dei cosiddetti rami secchi delle ferrovie. Il ripristino di un sistema ferroviario efficiente è oggi l'unica possibilità per garantire una mobilità sostenibile alle aree interne ormai disabitate. Ad esse la fabbrica del terremoto ha lasciato in eredità un enorme surplus di case inutilizzate; di contro le aree costiere, sovraffollate, producono la  fabbrica mangiasoldi dell’emergenza. Si tratta di uno squilibrio che restituisce un territorio ingovernabile, rendendo la vita impossibile sia a Napoli che sulle alture dell'Irpinia. Il Sud, ed è questa l’istanza fondamentale, non è affamato di soldi ma di buone e piccole opere.

La lettura del rapporto 2011 offre quindi gli strumenti di lettura e analisi su questo problema ma anche le suggestioni e possibili vie di uscita che vanno discusse e praticate, specie in questi tempi di grave crisi istituzionale e civica.

allegati: rapporto_2011_sintesi_e_indice.doc
Gli_autori_rapporto_2011.doc

Martedì 05 Aprile 2011 13:27

L'Aquila, i satelliti individuano la faglia

Utilizzando immagini dei satelliti italiani COSMO-Skymed INGV ha misurato gli effetti generati in superficie dal movimento avvenuto sulla faglia sismica a 8-10 chilometri di profondità. Analizzando queste misure è stata ricostruita con precisione la posizione del piano di faglia, la sua geometria e l'intensità dello scorrimento. Dal canale youtube di INGV

http://www.youtube.com/user/INGVterremoti#p/u/16/JrhWeWmFvJQ

Nella nebbia più fitta percorriamo la strada per Bonefro perché ci pare bello e diverso parlare di terremoto nel luogo più abbandonato a se stesso, perché non sono i riflettori l'interesse primario di un bravo giornalista.

Ma è proprio qui e non in una elegante sala in cemento, che l'ottimo giornalista di Repubblica Antonello Caporale, autore del best seller Terremoti SpA, ha incontrato la gente dell'area del cratere, un incontro di solidarietà più che di promozione letteraria. Nel libro egli documenta come la pur notevole quantità di denaro affluita nella nostra regione per la ricostruzione, sia stata mal gestita.

Un incontro per discutere di terremoto a 9 anni dal sisma, quello del 4 Marzo, nel villaggio provvisorio di Bonefro dove ancora abitano famiglie in grave disagio sociale. Un villaggio provvisorio che ha rubato uno spazio fisico per creare un vuoto, un luogo anonimo in cui restando ancora, alla fine la gente rinuncerà a se stessa. Non è così che vogliamo festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia.

La storia si ripete: ogni volta che c'è un'emergenza qualcuno sfrutta le disgrazie sperperando denaro pubblico e lasciando i più deboli in situazioni che mettono alla prova la resistenza umana. Instancabile il parroco di Bonefro Don Antonio Di Lalla, Direttore del mensile "La Fonte" e promotore dell'iniziativa insieme ai Cristiano Sociali del Molise. Il giornalista che ha vissuto in prima persona il terremoto in Irpinia è stato lì tra la gente colpita ad ascoltare più che a parlare, è entrato nelle casette di legno dove ormai ci piove dentro, ha esortato le popolazioni del Molise a chiedere il rispetto dei propri diritti senza paura, senza senso di sottomissione al potere.

"Il potente è potente, perché noi lo rendiamo tale!" - ribadisce, ed ancora citando Salvemini "La democrazia è come un fanciullino, va aiutato a crescere ."

Le testimonianze della gente del cratere si susseguono, precise, circostanziate, quasi a smentire quell'appellativo di mollisani che talvolta a ragione ci definisce. Ma ad oggi, con una ricostruzione ferma al 30% ed un Decreto "Milleproroghe" che demanda alle regioni le tasse locali per finanziare la ricostruzione, la domanda sorge spontanea. Quando avranno le loro case i terremotati? Quando il Molise che si appresta ad affrontare la riforma federale, comprenderà che la politica è un mezzo e non un privilegio?

fonte: http://www.primapaginamolise.it/detail.php?news_ID=39914&goback_link=index.php

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Il Filo della Memoria:racconti, storie e testimonianze

FIL - Il sentimento dei luoghi

L'Aquila emotion